PATOLOGIE

La Laserterapia  esegue, senza effetti collaterali o medicinali aggiuntivi, un veloce ed efficace trattamento dell’onicomicosi. Grazie alla Laserterapia è facile eliminare in tutta sicurezza i parassiti che infestano l’unghia del paziente. La Laserterapia  garantisce tempi di recupero rapidi con grande soddisfazione del paziente

L’assorbimento della luce laser profonda e selettiva della Laserterapia  induce la coagulazione dei vasi sanguigni che alimentano la verruca, causando una successiva necrosi. Grazie all’emissione multi-modale e allo speciale applicatore per verruche non è necessaria l’anestesia, non è necessario rimuovere altri tessuti e non è necessaria una particolare procedura di cura della pelle

La Laserterapia Polimodale HEL consente di trattare rapidamente ed in totale sicurezza le ulcere diabetiche. La miglior compliance terapeutica si ottiene con l’innovativa tecnologia a 2000mW a 650nm.

La Laserterapia Polimodale HEL è consigliata anche per il trattamento di ulcere vascolari del malleolo, grazie all’innovativa tecnologia a 2000mW a 650nm.

La Laserterapia, consente di trattare le principali patologie del piede: Metatarsalgia, Alluce valgo-borsite, Distorsione della caviglia, Fascite plantare, Sindrome del tunnel Tarsale, Artrosi-osteoartrosi, Neuroma, Sperone calcaneare, Tendine d’Achille, Neuroma di Morton, Edema post-distorsione, Neuropatia diabetica, Tibia-tarso, Distorsione.

La terapia fotodinamica (PDT) è una terapia medica usata per trattare una varietà di condizioni. La Laserterapia può essere utilizzata sia per inibire o stimolare direttamente le cellule o attivare un farmaco iniettato nel corpo, creando una reazione per aiutare il trattamento di un paziente.

La rieducazione ungueale che consiste nell’applicazione di forze tangenziali alla lamina ungueale per correggere e modificare la curvatura e la crescita delle unghie soggette ad involuzione, che possono causare lesioni del letto ungueale con relativa sintomatologia dolorosa; solitamente l’unghia più colpita è quella dell’alluce. Consiste in una vera e propria tecnica di rieducazione ungueale di tutti quei soggetti che soffrono frequentemente di onicocriptosi (unghia incarnita) e di onicofosi (callosità nel solco ungueale).

Molte sono le metodiche di rieducazione a disposizione dello specialista podologo; la scelta della tecnica più appropriata viene unicamente effettuata, solo dopo una corretta e scrupolosa valutazione podalica tenendo in considerazione l’entità e la frequenza del problema, e tutti i parametri relativi agli stili di vita del paziente (calzature, attività professionale, sport, ecc…).

 

LA TECNICA DA NOI UTILIZZATA E QUELLA COL FILO IN TITANIO.

È una tecnica di rieducazione ungueale attraverso l’utilizzo di filo in titanio che realizza una forza sulla lamina unguale mediante due bracci. Questa tecnica essere attiva o passiva.

– attiva viene applicata su un unghia sottile e cristallina. L’ortonixa è attiva quando l’apparecchio viene realizzata sul lato non invagginato per poi essere successivamente agganciato sul lato da rieducare;

– passiva va applicata in unghie a tegole invaginate, l’azione di rieducazione è data dal restringimento dell’omega. Nella rieducazione passiva effettuato un solco longitudinale alla lamina per facilitare il sollevamento della stessa.

Deve essere controllata ogni 30gg, il trattamento che ha una durata di circa 4-5 mesi.

Se consideriamo che secondo dati recenti, il 60% delle amputazioni non traumatiche degli arti inferiori avviene in soggetti con diabete e circa l’80% di queste sono precedute da un’ulcera al piede, si comprende quanto sia importante la diagnosi precoce  e la cura tempestiva di questa complicanza. Il podologo è, quindi, una figura di primo piano nella prevenzione e nel trattamento del piede diabetico.

Durante la prima visita  il podologo effettua:

  • Anamnesi del paziente per ottenere alcune informazioni che possono risultare utili alla definizione della diagnosi: pregressa ulcera/amputazione, durata del diabete, condizione abitativa, malattie dei parenti prossimi, precedenti interventi chirurgici;
  • Ispezione del piede per rilevare la presenza di sintomi che possono far pensare a complicanze (arrossamenti, ferite aperte, tagli, vesciche);
  • Ricerca dei riflessi per cercare lo stimolo al fine di sondare il rischio di insensibilità e quindi alto rischio di ulcerazione;
  • Valutazione della sensibilità tattile del piede;
  • Valutazione della sensibilità vibratoria: applica un biotesiometro sul malleolo e sul I° dito del paziente o utilizza un diapason;
  • Medicazione di ulcere podaliche;
  • Realizzazione di ortesi plantari su misura e supporto all’acquisto di calzature adeguate, per ridurre i picchi di pressione a livello della superficie plantare e dorsale del piede;
  • Educazione sanitaria: fornisce le linee guida per l’igiene e la pulizia del piede, fondamentale per la prevenzione.

L’assistenza podologica è fondamentale soprattutto quando si è già verificata un’amputazione anche minima, per scongiurare una recidiva.

Non è raro poi che il podologo sia il primo specialista a diagnosticare il diabete al paziente, che realizza la sua condizione dopo che si sono manifestati i primi problemi ai piedi.

Quando fanno la loro sintomi come ridotta sensibilità, formicolii, arrossamenti, freddo o caldo eccessivi, lesioni che fanno fatica a rimarginarsi, è sempre consigliabile prenotare tempestivamente una visita dal podologo.

Il trattamento per unghia incarnita è un trattamento podologico di facile esecuzione, che riesce ad eliminare la fastidiosa unghia incarnita e tutti i problemi da essa derivante con poche semplici mosse, in un piccolo intervallo di tempo. Essendo quello dell’unghia incarnita un problema comune, il suo trattamento consiste in una tecnica breve e indolore alla quale moltissime persone si sottopongono ogni anno per eliminare definitivamente il problema.

In cosa consiste il trattamento per unghia incarnita

Nonostante molte persone tendano a considerare l’unghia incarnita come un problema dalla scarsa rilevanza, tale situazione può portare col passare del tempo, a conseguenze che possono crescere fino ad essere considerate molto gravi; basti solamente pensare al cambiamento della postura per minimizzare il dolore causato da un’unghia incarnita: a lungo andare può portare a delle modificazioni vere e proprie nella postura e nella camminata.Non essendo il trattamento per l’unghia incarnita una pratica dolorosa ed invasiva, viene solitamente svolta senza anestesia. In primo luogo il podologo deve accertarsi della presenza o meno del granuloma sulla lamina ungueale, se il paziente lo presenta allora è necessario applicare dei prodotti astringenti, che riducano l’afflusso di sangue nella zona interessata per diminuire l’infiammazione ed agevolare le seguenti azioni. Si procede con una tecnica chiamata “emilaminectomia a spicchio” per eliminare la porzione di lamina che è penetrata nel bordo periungueale, eliminando quindi il problema alla radice. Sono necessari l’applicazione di una zaffatura e della medicazione, dopodiché il trattamento per l’unghia incarnita (tendenzialmente al primo dito del piede) è terminato ed il paziente dovrà tornare per un controllo, nel quale sarà possibile considerare se è necessario eseguire la ricostruzione ungueale della porzione di unghia rimossa durante l’operazione.

A cosa serve il trattamento per unghia incarnita

I casi di unghia incarnita sono veramente frequenti, tanto che questo problema viene considerato molto comune, soprattutto nei più giovani che hanno una pelle più morbida e quindi più facile da penetrare dalla lamina ungueale in prossimità dei valli ungueali. Dunque anche se potrebbe essere considerato ‘un trattamento all’ordine del giorno’, è molto importante rivolgersi ad un podologo professionista ed affidare a lui il trattamento per l’unghia incarnita. Le semplici operazioni sull’unghia servono ad eliminare immediatamente le sensazioni di tensione e dolore che la patologia causa, provocando anche un miglioramento istantaneo della postura e della camminata. Intervenendo sull’unghia incarnita si ha la possibilità di prevenire ulteriori ricadute, bloccando così la possibilità che il problema si ripresenti. Rivolgendosi il prima possibile ad un podologo per il trattamento dell’unghia incarnita, si eviteranno inoltre complicazioni e dolori portati dalla formazione di granulomi infiammatori, tipico problema dato dall’infezione ormai già presente e in fase acuta di peggioramento.

Il quadro clinico è rappresentato principalmente da una deformazione della prima articolazione metatarso-falangea, che si presenta dolente e gonfia. In alcuni casi, alle alterazioni a carico dell’articolazione dolente, si può associare una limitazione funzionale, che compromette la dinamica del piede.

A livello della protuberanza ossea sul bordo esterno del piede, la cute presenta arrossamento o ipercheratosi

 

Molte persone non avvertono sintomi nelle fasi iniziali del disturbo; questi divengono spesso evidenti quando il disturbo tende progressivamente a peggiorare, specie se si indossano alcuni tipi di calzature che non si adattano correttamente al piede (scarpe con la punta stretta e/o con il tacco alto).

Quando i sintomi dell’alluce valgo compaiono, possono includere:

  • Dolore nella zona interessata, anche a riposo;
  • Arrossamento, intorpidimento e gonfiore;
  • Ispessimento della pelle, che appare dura e callosa;
  • Modifiche alla forma complessiva del piede;
  • Difficoltà a camminare (a causa del dolore).

 

Conseguenze

Modifiche alla forma del piede e conseguenze posturali

Oltre al dolore e all’infiammazione cronica, l’alluce valgo può comportare lesioni ossee, ulcerazioni, callosità e, se particolarmente grave, un’alterazione funzionale della dinamica del piede. Con il tempo il disturbo può evolvere in una vera e propria sindrome posturale (considerato che l’alluce è sfruttato nella deambulazione per spingere in avanti e bilanciare).

 

Conseguenze locali

·        Degenerazione articolare e borsite;

·        Metatarsalgie;

·        Deformità e lussazioni delle dita.

Conseguenze posturali

·        Tendenza al ginocchio valgo, con dolore della faccetta rotulea interna del ginocchio;

·        Rigidità delle anche;

·        Accentuazione della curva lombare, associata a lombalgia cronica.

 

 

Cause

Chiunque può essere affetto da alluce valgo, ma solitamente è più comune nel sesso femminile. Il disturbo tende a comparire, con maggiore incidenza, in età matura o senile.
Le cause dell’alluce valgo possono essere:

  • Congenite: le persone che presentano alterazioni del piede presenti dalla nascita (esempio: piedi piatti) hanno più probabilità di sviluppare l’alluce valgo nell’età dell’accrescimento.

Esisterebbero, inoltre, alcuni fattori predisponenti connessi ad un’anamnesi familiare positiva (ereditarietà), soprattutto nei casi di alluce valgo giovanile.

  • Acquisite o secondarie: per le forme rachitiche, traumatiche, infiammatorie ecc. la responsabilità può essere attribuita soprattutto a modelli di calzatura inadeguati alla fisiologia del piede, come ad esempio scarpe con punta stretta, troppo piccole o col tacco alto.

Le scarpe che non si adattano adeguatamente costringono l’alluce in una posizione non naturale e non assecondano la corretta pronazione del piede. Anche alcune patologie, come l’artrite reumatoide e la gotta, possono essere responsabili dell’insorgenza dell’alluce valgo. Diverse altre condizioni rendono vulnerabili allo sviluppo del disturbo, come la lunghezza del primo metatarso, l’ipermobilità dell’articolazione metatarsale, il basso tono muscolare.

 

Diagnosi

Generalmente, l’osservazione è sufficiente per diagnosticare l’alluce valgo, in quanto la deformità è evidente sul lato del piede o alla base dell’alluce. La valutazione clinica, si avvale dell’esame baropodometrico, che permette di misurare in posizione statica e dinamica la distribuzione dei carichi sul piede e il grado di compromissione dell’alluce.

SI può procedere con una radiografia (in posizione sotto carico) per avere un’indicazione sul grado della deformità e per valutare i cambiamenti che si sono verificati a carico del piede. Questa indagine consente anche di determinare l’angolo tra l’alluce e il piede.

Trattamento conservativo

Il trattamento conservativo dell’alluce valgo si avvale di misure per alleviare la sintomatologia a carico del piede, che tuttavia non sono in grado di far regredire la deformità stessa o di migliorare l’aspetto estetico del piede.
Diverse misure consentono la gestione dei sintomi dell’alluce valgo:

  • Evitare le attività che costringono a stare in piedi per lunghi periodi di tempo.
  • Impacchi di ghiaccio: l’applicazione di un impacco di ghiaccio più volte al giorno sulla zona interessata può fornire sollievo dal dolore ed aiuta a ridurre l’infiammazione.
  • Scegliere calzature adeguate: la scarpa migliore da indossare riprende la forma naturale dell’arco plantare, fornendo sostegno, protezione dagli urti e contenimento del piede. La suola dovrebbe adattarsi comodamente al tallone e la parte anteriore dovrebbe essere sufficientemente spaziosa e flessibile per accogliere la punta del piede ed assecondarne i movimenti (come la maggior parte delle calzature sportive). Il tacco non dovrebbe superare i 4-5 cm, poichè i tacchi eccessivamente alti costringono il piede ad una posizione innaturale, accorciando il tendine di Achillee destabilizzando la ripartizione del peso sul piede.
  • Plantari: sono dispositivi collocati dentro le scarpe, che aiutano a riallineare le ossa del piede e per questo, è importante che si adattino correttamente. Il plantare consente di evitare un sovraccarico della parte anteriore del piede e aiuta a minimizzare la sintomatologia dolorosa..
  • Ortesi su misura: in alcuni casi, possono essere consigliate ortesi personalizzate per supportare il piede e le dita.
  • Trattamenti fisioterapici: possono contribuire a ridurre i sintomi e alcuni eserciziattivi possano attenuare il dolore.

 

Se i sintomi sono gravi ed i trattamenti convenzionali non sono efficaci, può essere considerata la chirurgia.

Il tipo di intervento chirurgico utilizzato dipenderà dal livello di deformazione, dalla gravità dei sintomi, dall’età del paziente e dalla presenza di altre condizioni mediche associate.

Prevenzione

Il modo migliore per ridurre la probabilità di sviluppare l’alluce valgo consiste nell’indossare scarpe che calzino in modo comodo e funzionale: è necessario assicurarsi che siano della dimensione corretta e che lascino abbastanza spazio per consentire alle dita dei piedi di muoversi liberamente.

 

CHIRURGIA MININVASIVA

Che cos’è un’onicomicosi?

L’onicomicosi è un’infezione delle unghie da parte di un fungo microscopico (dermatofiti, lieviti o muffe), caratterizzata da ispessimento e contemporanea fragilità dell’unghia e dalla comparsa di chiazze opache e detriti giallastri. In alcuni casi l’unghia può staccarsi spontaneamente.

Quali sono i soggetti a rischio?

L’onicomicosi colpisce circa una persona su dieci (comunemente anziani). I fattori che aumentano il rischio d’infezione sono l’umidità, l’eccessiva sudorazione, l’indossare continuamente scarpe chiuse non traspiranti.

Fattori legati allo stile di vita, alla professione o all’ambiente

  • Professioni in cui è necessario l’uso di scarpe anti-infortunistiche o sportive
  • Professioni in cui è frequente il contatto con l’acqua
  • Camminare a piedi nudi o praticare sport o attività di svago frequentando piscine, saune, spogliatoi sportivi, sale da ballo ecc.
  • Lesioni o ematomi causati da attività sportive o da lunghe passeggiate con scarpe non adatte

Fattori legati all’età

  • La frequenza di micosi alle unghie aumenta con l’età, dal rallentamento della crescita delle unghie
  • Posizione anomala delle dita dei piedi (sovrapposizione, alluce valgo)

Malattie e assunzione di farmaci

  • Le malattie (immunodepressione, diabete, sindrome di Cushing..) o le cure (chemioterapia, cortisone, trattamenti immunosoppressivi, trattamenti per prevenire il rigetto di trapianti…)
  • Le malattie della pelle che determinano un indebolimento o un ispessimento delle unghie (psoriasi, lichen planus)

Come si riscontra un fungo alle unghie?

È possibile contrarre dermatofiti camminando a piedi nudi in luoghi umidi e affollati (piscine, docce…).

Possono essere contaminati da lieviti o muffe, le persone troppo a contatto con l’umidità (lavaggio eccessivo delle mani, professionisti del settore agroalimentare, operatori sanitari, personale degli asili nido).

Cosa si deve fare in caso di onicomicosi?

Si consiglia di consultare il medico di famiglia che vi orienterà verso un dermatologo o un podologo. Tali specialisti dovranno confermare l’infezione, prelevando un campione dell’unghia, che sarà inviato al laboratorio di

micologia per confermare la diagnosi.

Successivamente all’esito dell’esame vi sarà prescritta la cura idonea al vostro caso che potrà essere la terapia laser o delle soluzioni topiche in crema.

Quali sono gli effetti del laser?

Il laser crea sull’unghia un effetto fototermolitico sulle micosi, cioè un effetto terapeutio sinergico composto da luce laser e riscaldamento progressivo ad alta temperatura, che elimina i funghi dell’unghia.

Quante sedute sono necessarie?

Mediamente 4-5 a distanza di 3 settimane una dall’altra.

Le misure indispensabili per una guarigione rapida sono:

  • La cura può durare anche diverse settimane, ma è necessario attenersi alle prescrizioni mediche per evitare ricomparse, che sono molto frequenti.
  • È fondamentale farsi visitare costantemente dal podologo che vifornirà tutte le cure necessarie per ottenere un risultato efficace. In particolare, tratterà localmente l’unghia affinché ricresca rapidamente. – È importante cambiare le calze tutti i giorni e trattare le scarpe, specialmente quelle sportive o da passeggio con prodotti antimicotici per eliminare il fungo e per evitarne la ricomparsa.
  • Evitare di camminare a piedi nudi all’interno delle piscine e strutture sportive. Indossare sempre infradito o appositi calzari.

L’ipercheratosi (chiamato anche “callo”), è un ispessimento della cute causato da un traumatismo continuo della zona contro la tomaia delle calzature (nel caso delle ipercheratosi dorsali) o dal cattivo appoggio plantare (nel caso di ipercheratosi plantari). Questo ha causato una serie di micro-traumi che hanno portato al suo ispessimento. Perché i calli si localizzano quasi esclusivamente nei piedi? Troviamo la risposta nel fatto che i piedi, per il corpo umano, rappresentano uno strumento fondamentale che ne deve supportare sia il peso che i movimenti. Tra i fattori che possono causare una ipercheratosi troviamo:

  • un appoggio non corretto del piede al suolo, quindi patologico;
  • una deambulazione non corretta;
  • l’utilizzo di una calzatura non adatta alla forma del piede, ad esempio troppo alta, troppo stretta, troppo bassa di punta, ecc.

Quando qualche area del piede si ritrova compressa da una scarpa, questa sfrega continuamente sulla pelle che genera, in un primo tempo un arrossamento, a cui farà seguito una vescica che provocherà un dolore fisso. In questi punti verrà a cerarsi il fenomeno di ispessimento, e la cute aumenterà di spessore ed inizierà a creare seri problemi.

Per la precisione dobbiamo fare una piccola differenza tra ipercheratosi che hanno un “fittone” e quelle che non ce l’hanno. Il fittone può essere paragonato ad uno spillo posto al centro dell’ ispessimento capace di penetrare all’interno del derma fino a raggiungere i centri nervosi. Risulta perciò evidente come le ipercheratosi con fittone sono assai più dolorose di quelle che non ce l’hanno.

L’insorgere di ipercheratosi nel piede rende impossibile camminare normalmente, in quanto si cercherà di evitare il dolore appoggiando il piede al suolo in modo diverso. Questo fatto può essere pericoloso perché può portare ad assumere delle posizioni scorrette che si ripercuoteranno sul resto del corpo creando altri tipi di patologie e quindi dolore anche in altre sedi